Disclaimer: ogni personaggio qui trattato o menzionato è proprietà esclusiva dell'autrice, Yoko Matsushita. Nessuna violazione del copyright è pertanto intesa. Questa fanfictions non è stata scritta a fini lucrativi, ma con l'unico scopo di dilettare gli utenti. Spero che sia apprezzata, ed il frutto del mio lavoro rispettato.
Drabbles
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Pairing: YukixKyo
Series: Fruits Basket
Fumbling towards ecstasy ~ (double drabble)
Lo guardò dormire nella luce che filtrava mattutina dalle imposte socchiuse, il lenzuolo a cingere la vita sottile. Osservò affascinato i capelli fini sfumati in un tramonto di fuoco, intenso ed effimero, le labbra socchiuse in un'incoscienza che rilassava lineamenti solitamente incisivi, la schiena nuda, morbida e abbronzata.
Kyio era splendido nella rabbia, nell'odio, nella passione. Yuki era sempre stato convinto fosse stato il lato ribelle dell'altro ad averlo colpito, ammaliato, incantato, come un magnete attrae ciò che di ferro incontra. Ma adesso, guardandolo giacere nell'alba, bello e vulnerabile come un angelo maledetto, scorgendo dietro un velo, per la prima volta, il lato teneramente fragile di Kyo ora rivelato, ordinariamente mascherato dalle fiamme di uno sguardo intenso, Yuki si scoprì perdutamente innamorato del Kyo vero, puro, nascosto e tuttavia ora visibile. Tangibile.
Scivolò sul futon accanto a lui, disperdendo baci soffici sulla pelle fresca; seguì con le labbra l'incavo che divideva la schiena, accarezzò i fianchi, baciò lievemente una tempia. Due occhi carminio si schiusero, mettendolo a fuoco con difficoltà ed ancora assonnati.
-Buongiorno, dolcezza.-
Ora, nella sua ricerca a tentoni verso la felicità, si rese conto che non era mai stato così vicino a possederla.
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Pairing: TatsumixTsuzuki
Series: Yami no Matsuei
The most precious thing ~ (double drabble)
Dicono che sia fondamentale proteggere con tutti sé stessi la cosa più importante. Sia fama, denaro, potere o amore, è ciò che ti hanno insegnato, ed è ciò che permane dentro di te. Per Tatsumi, Tsuzuki è la cosa più preziosa. Più della sua stessa vita. Poco importa sia distante ed inconsolabile, puoi sempre ostacolare che si smarrisca nel suo dolore. Ed amarlo, incoraggiarlo, persino sopportare non finirà mai come desideri, nonostante tutto.
E' per Tsuzuki che Tatsumi si impegna, combatte, e si dispera. E' per lui che ama.
E sa che Tsuzuki comprende, che gliene è riconoscente; ed è forse la più gratificante delle soddisfazioni. Come lo è entrare in ufficio a volte e trovare una tazza di caffè caldo ad aspettarlo, o una fetta di dolce che probabilmente sarà disgustosa. Lo è persino assaggiarla anche se ne sputerà metà, per il solo fatto l'abbia cucinata Tsuzuki.
Anche se il rimpianto è inestinguibile, è il ricordo vivido dei suoi baci a non farlo dormire di notte; e tuttavia a farlo alzare la mattina. Lo aiuta a stringerlo come merita, ed a non cedere alla tentazione di violare la sua fiducia.
Con autobiasimo osserva la lista di partner susseguirsi infinitamente, e tuttavia, sa riconoscere la via migliore.
Per Tatsumi, Tsuzuki è il sole che sorge.
E nulla potrebbe mai cambiare la sua scelta.
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Pairing: TsuzukixHisoka
Series: Yami no Matsuei
To not forget ~
Tsuzuki, come Angelo della Morte, sa che gli Shinigami sono una miscela di tracce umane e magia. Dormono, mangiano, respirano, non perchè ne abbiano bisogno, ma perchè l'abitudine e il desiderio di non dimenticare ciò che erano non sono ancora sbiaditi.
Tsuzuki adora il cibo. Lo ama perché lo aiuta a non obliare; senza di esso, sarebbe un contenitore vuoto condotto dalla marea. Sa che fino a quando potrà percepire il loro sapore potrà essere uno Shinigami.
E lo sarà, fino a quando non avrà più sul palato il dolce sapore di Hisoka.
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Pairing: HisokaxTsuzuki
Series: Yami no Matsuei
We are all made of stars ~
Prima che sua madre fuggisse da lui, usava raccontargli tutti gli esseri umani fossero composti da stelle. Erano brillanti gli uomini che amavano senza riserve, e pallidi erano coloro che rifiutavano il mondo.
Era un racconto che rievocava nel suo cuore, prima di dormire. Ricordava i dieci minuti in cui la madre aveva narrato la storia così limpidamente, da non poter dimenticare nemmeno il suo respiro, o il suo tono di voce. Lo riempiva di una sensazione dolce, ed era l'unico racconto felice che possedeva.
Quando incontrò Tsuzuki, capì fosse la stella più nitida e meravigliosa, ma allo stesso tempo la più lontana.
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Pairing: HisokaxTsuzuki
Series: Yami no Matsuei - short one-shot
Nothin' hurts like your mouth ~
Ogni volta le sue labbra si schiudano, per me è come intravedere inferno e paradiso insieme. Dispensano rancore e tenerezza con la stessa imprevedibilità con cui indulge nella mia presenza. Sceglie di avermi vicino nei miei momenti bui, quando tutto vorrei tranne che dovergli mostrare questo violento lato di me; mi allontana quando sente io non abbia bisogno più di lui.
Odio senza remore il sangue di cui si impregna la sua t-shirt -Il mio sangue-. Odio sia qui, al punto che vorrei squarciargli la gola. Purché non veda più quello che sono. Un demone che ama il rubino al punto da falciare esistenze per continuare a vivere.. un demone che beve il proprio liquido vitale per sentirsi meno colpevole. Con la sicurezza di non poter morire...
E' notte. Lo so perché la luce della luna filtra attraverso le tende. Il pavimento è freddo, un contrasto violento contro il calore di Hisoka, le sue braccia intrecciate dietro il mio collo, il mio sangue a stillare dai miei occhi. Dalle sue iridi traspare una lucida disperazione, una fredda rassegnazione che conferma a me stesso ciò che già sapevo. Non c'è speranza. Questo ciclo di eventi si ripeterà all'infinito, senza che io muti una sola virgola di questo essere repellente che sono. E' ciò cui sono destinato, da sempre. E lo sapevo, Dio.. lo sapevo. No?
Eppure ho sperato.
E' nei suoi occhi, ora, la prova di ciò che ho tentato di nascondere a me stesso.
- Quando la pianterai di conciarti così?-
Nel suo tono c'è una nota di dolce, dolce rimprovero. La assaporo perché resti dentro di me. Le sue labbra sono miele, e quando si posano sulle mie non avverto più alcun dolore. Inferno e Paradiso. Amo Hisoka. Eppure la parte demonica di me lo odia, e lo so. Perché mi sottomette al suo raziocinio, alla sua determinazione. Non mi permette passi falsi, sebbene talvolta sia più indulgente.
- E' da stasera a cena che sei sparito senza un recapito. Fai sempre così, Asato.-
- Mi dispiace. Mi dispiace.-
Il sale delle lacrime brucia i miei occhi feriti, eppure i singhiozzi sono talmente aspri che non riuscirei a fermarmi nemmeno volendolo. Non lo voglio. Vorrei ubriacarmi ancora, in questo momento. Lasciare che l'alcol purifichi la mia memoria dal mio senso di colpa. Ma più di tutto, vorrei che Hisoka mi stringesse davvero, per una volta sola. Che mi amasse.
- Lo so.-
Eppure non c'è altro che il calore intossicante del sesso a riempire una riserva d'affetto che non si colmerà mai.
Hisoka sa del mostro che sono. E chi mai potrebbe amare uno di questi?
Per questo, sono riconoscente sia ancora qui. Hisoka non mi ha abbandonato, perché è più forte di quanto io potrei mai sperare di essere.
Le sue labbra si posano leggere sul mio capo, le sue braccia scorrono lungo la mia schiena gentilmente. Lacrime e sangue impiastricciati sulla sua t-shirt. Odio quest'odore. Sa di agonia.
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Pairing: HisokaxTsuzuki
Series: Yami no Matsuei, A/U
Sleepin' with ghosts ~ ( double drabble)
Le sue dita scivolavano lievi sulle sue mentre dormiva. Le sue labbra sfioravano le proprie in una carezza portatrice di promesse, e mentre rinveniva dal torpore del sonno la sua presenza lentamente si dissolveva nei raggi di luna.
Hisoka schiudeva gli occhi, e non vedeva altro che silenzio. Nella sua mente, il rumore sordo della morte eterna. Le sue palpebre, pesanti, si abbandonavano nuovamente nel conforto del buio, ed allora, solo allora, i suoi occhi vedevano le fiamme che erano tutto il suo mondo. Tutto il suo presente.
Tempo fa, il suo presente era uno spirito dalle iridi ametista che ora lo vegliava. Uno spettro dagli occhi gentili e il sorriso triste, e le barriere empatiche più ermetiche avesse mai sperimentato.
Tempo fa, non avrebbe mai sognato di poter tornare un giorno a lenzuola fredde ed impersonali. Senza il suo odore. Senza potersi crogiolare in emozioni tiepide e confortanti, senza poterlo veder dormire. A volte gli sembrava di udirlo nel buio accanto a sè. Eppure, schiudendo lo sguardo appariva un solo cuscino ai suoi occhi. E l'unico calore era il proprio.
Rivive nell'impronta ancora tiepida lasciata nel loro letto. Nelle ore spese a sognare di lui.
Ora, rivive solo nelle nubi di fumo nero che soffocano ancora il suo respiro, e nel ricordo mite di un angelo maledetto.